Amare, servire, obbedire… proprio no, le donne shakespeariane non ci stanno!

Amare, servire, obbedire è questa la declinazione che ancora oggi molti, troppi,  vorrebbero coniugasse l'esistenza delle donne.  Un no forte e chiaro è stato scandito ieri sera a Verona, in Corte Mercato Vecchio da Cosa desiderate che mi avete fatta chiamare? la nuova produzione del Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona che porta la firma di Jana Balkan e Isabella Caserta.

Lo spettacolo, in prima nazionale,  è stato sviluppato nell'ambito del progetto Femminiletrapassatoepresente in occasione di Shakespeare 400 ed è dedicato ad alcune figure femminili del Bardo: Ofelia, Desdemona, Caterina, Venere, le allegre comari, Giulia e Lucetta, Lady Macbeth, Lucrezia, Giulietta e Caterina d'Argona.

Un percorso nell’universo femminile shakespeariano in cui si alternano ritratti di donne forti e dominanti e di figure femminili fragili e succubi. Un gioco delle parti che mette in discussione il loro essere soggetto o oggetto del potere maschile, degli eventi della finzione scenica che replica la realtà del presente e del passato in un continuum spazio temporale che non presenta interruzione di continuità. Uno spettacolo ricco, fecondo, in cui sono disseminati i mille segni dell'attualità che anche lo spettatore più distratto non potrà non cogliere. Dalle scarpe rosse indossate da tutte le attrici, ai colori che dominano il palcoscenico: bianco, nero e rosso.

Ed ecco arrivare la Caterina rock, a tratti furente, di Isabella Caserta che non si piega alle umiliazioni con cui Petruccio la vorrebbe domare e ribalta il monologo finale guidando la liberazione delle donne. Donne appunto, non  bambole come vorrebbero ancora oggi i tanti Petruccio fuori dal palco.

E ancora una Desdemona muta, interpretata da un'attrice sorda che recita nella lingua dei segni… linguaggi diversi… Otello non la sente, vede, ma non capisce. Esattamente come i segni della violenza sulle donne che sono sotto gli occhi di tutti, ma non trovano ascolto. Ora come allora.

Loro, noi, in un liberatorio sabba finale che scandisce il nostro no.

Uno spettacolo ricco di suggestioni, da vedere.

In scena Jana Balkan, Isabella Caserta, Martine Susana, Elisa Bertato, Davide Bertelè, Martina Colli, Alessandra Marigonda, Andrea Pasetto, Veronica Tollin. Musica dal vivo composta ed eseguita da Elisa Goldoni e Valerio Mauro. Movimenti coreografici Martine Susana, video Luca Caserta, assistente Davide Bertelé, costumi Mariana Berdeaga, scene Laboratorio Teatrale, direzione tecnica Luca Cominacini.

Repliche 26, 27, 28 luglio.

Ph Ida Ska