Alma e le altre, prove di contaminazione al Camploy di Verona

Ieri sera ha debuttato, in prima nazionale, al Teatro Camploy di Verona  Alma e le altre, spettacolo su testo di Isabella Dilavello da un’idea di Maria Di Pasquale per la regia di Marco Brogi, prodotto da Gionata Lao per Eadem Produzioni.

Intento dello spettacolo è quello di rendere fruibile al grande pubblico l’operistica attraverso la contaminazione della parola. Operazione riuscita solo parzialmente e che in alcuni momenti lascia spiazzato lo spettatore. A nostro avviso sarebbe stato necessario distribuire un programma di sala che avrebbe facilitato lo spettatore e, al tempo stesso, consentito di eliminare alcune parti troppo didascaliche che sembrano estranee al testo e ne rallentano il ritmo togliendo pathos all’opera.

In scena la milanese Maria Di Pasquale al pianoforte, la soprano romana Ombretta Macchi e l’attrice veronese Sabrina Modenini, danno vita a questo racconto al femminile, una ricognizione sulla produzione musicale di quelle compositrici, a cavallo tra Ottocento e Novecento, che dovettero spesso bilanciare la loro ispirazione artistica, con i gravami sociali e personali e con le rinunce che postulavano i loro ruoli di moglie e di madre. Figura centrale, ma non esclusiva, Alma Schindler Mahler, che ha attraversato da assoluta protagonista l’ultimo scorcio dell’Ottocento e l’intera prima metà del “secolo breve”.

Lo spettacolo ha sicuramente grandi potenzialità, il testo è toccante, le protagoniste calcano il palco con determinazione e grazia, musica e voce ci incantano, la scena ci cattura. Crediamo davvero che, con qualche limatura, sia un’opera destinata al successo.

Ph Laura Toffaletti