Alessandro Haber e Alessio Boni al Nuovo con il Visitatore

Il Grande Teatro, continua ad esplorare la contemporaneità con Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore-drammaturgo belga di cui va in scena al Nuovo, da martedì 10 febbraio (alle 20.45) a domenica 15 febbraio, Il visitatore. Protagonisti della pièce due attori di indiscusso talento: Alessandro Haber e Alessio Boni. A dirigerli un regista di grande prestigio come Valerio Binasco, che negli ultimi tre anni ha realizzato per l’Estate Teatrale rivisitazioni di Shakespeare e di Goldoni molto apprezzate da critica e pubblico. L’allestimento è di Golden Art Production.

Scritto nel 1993, dopo il felice debutto a Parigi Il visitatore ottenne nello stesso anno in Francia ben tre premi Molière: come “rivelazione teatrale”, per il “miglior autore” e come “migliore spettacolo di teatro privato”. Siamo di fronte, del resto, a un testo di notevole spessore per le tematiche che tratta: la religione, il senso della vita, il male. Il tutto inquadrato in un oscuro periodo storico come fu quello del nazismo. Non sono solo le questioni che qui vengono affrontate a dare alla commedia una particolare valenza, ci sono anche e soprattutto i suoi personaggi: Sigmund Freud e il misterioso visitatore del titolo, che potrebbe persino essere Dio.

La vicenda si svolge nell’aprile del 1938 in una Vienna che di forza è stata annessa al Terzo Reich. Vecchio e malato, chiuso nel suo studio, Freud (Alessandro Haber) attende di avere notizie della figlia Anna, arrestata dalla Gestapo, quando inaspettatamente si presenta a casa sua un uomo misterioso (Alessio Boni) che subito si mostra desideroso di discutere con lui di problematiche di estrema importanza. Lo psicanalista ne è infastidito e incuriosito allo stesso tempo. Ma chi è quell’intruso e cosa vuole da lui? Forse è solo un impostore. Eppure, a poco a poco Freud pensa di avere davanti a sé nientedimeno che Dio, quel Dio nel quale lui non ha mai creduto. E se invece fosse un pazzo che crede di essere il Padreterno? Se invece lo è davvero, è necessario chiedergli perché permetta il male supremo, quel nazismo che sta distruggendo l’Europa. A meno che il male non sia solo opera dell’uomo…

«È – osserva il regista Binasco – un testo coraggioso che non ha timore di riportare in teatro temi di discussione importanti… Schmitt li affronta in modo diretto, eliminando qualsiasi enfasi retorica…Si potrebbe pensare che l’autore ci abbia regalato uno dei tanti inutili e tediosi drammi filosofici: ma non è così. Ci ha regalato invece una commedia brillante, che con eleganza conduce spesso al sorriso o al riso; che offre spunti di pensiero e di commozione con sorprendente leggerezza».
Non è la prima volta che un testo di Schmitt viene rappresentato al Nuovo nell’ambito del Grande Teatro: nel 2002 Glauco Mauri e Roberto Sturno proposero Variazioni enigmatiche cui seguirono, anni dopo, Piccoli crimini coniugali (2012) con Paolo Valerio ed Elena Giusti: due opere ugualmente coinvolgenti in cui c’è sempre un approccio filosofico alla vita. Non è un caso che Schmitt sia laureato in filosofia. Dopo un periodo dedicato all’insegnamento, nel 1991 Schmitt comincia l’attività di drammaturgo e romanziere che gli apre anche le porte del cinema con film tratti da sue opere come Le libertin, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (che è stato anche adattato per il teatro) e Lezioni di felicità. Il visitatore è stato rappresentato in quindici lingue e in venticinque Paesi ricevendo sempre un’accoglienza entusiastica. In Italia si ricorda l’allestimento del 1995 con Kim Rossi Stuart (Dio) e Turi Ferro (Freud), diretti da Antonio Calenda.

I protagonisti di quest’edizione del Visitatore hanno già lavorato assieme nella pièce di Yasmina Reza, Art, che è stata presentata anche a Verona nell’ambito del Grande Teatro. Haber ha un solido curriculum alle spalle, che spazia dal teatro al cinema, dalla televisione alla canzone. Dopo l’esordio sul grande schermo nel 1965 nel film di Marco Bellocchio La Cina è vicina, ha lavorato con numerosi registi tra cui Pupi Avati, Mario Monicelli, i fratelli Taviani e Bernardo Bertolucci. In teatro è passato da Pasolini a Buchner a Molière. Nel 2010 Francesco De Gregori ha scritto per lui la canzone La valigia dell’attore dopo che Haber aveva già composto e interpretato canzoni, a partire dal primo cd Haberrante. Boni si è invece fatto conoscere al grande pubblico grazie alla fiction Rai Incantesimo ma ben presto si è affermato al cinema con La meglio gioventù di Marco Tulio Giordana, film vincitore della sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2003. In seguito, ha lavorato ancora con Giordana (Quando sei nato non puoi più nasconderti e Sanguepazzo) e, tra gli altri, con Liliana Cavani, Cristina Comencini e Roberto Andò. Boni non ha però smesso di recitare per la tivù dove lo si è visto, tra gli altri, nei panni di Caravaggio, di Giacomo Puccini, di Walter Chiari (una somiglianza incredibile) e molto recentemente in quelli di Ulisse (Il ritorno di Ulisse). In teatro ha lavorato con Luca Ronconi, Pietro Maccarinelli, Peter Stein e Roberto Andò. Completano il cast Nicoletta Robello Bracciforti (Anna Freud) e Alessandro Tedeschi (il nazista). Le musiche sono di Arturo Annecchino, le scene di Carlo De Marino, i costumi di Sandra Cardini. Traduzione e adattamento del testo sono di Valerio Binasco. La coppia Haber-Boni ha ottenuto lusinghiere recensioni per l’interpretazione del Visitatore. Giuseppe Distefano del Sole24Ore li ha elogiati sottolineando che sono “in grande empatia fra loro, di somma bravura per impegno fisico e concentrazione interiore, perfetti nei ruoli, immersi pienamente nell’umanità fragile dei loro personaggi. (…) Uno spettacolo – conclude – che piacerebbe sicuramente a papa Francesco”. Sulla stessa lunghezza d’onda Il Corriere della Sera che li ha definiti “due bravi e sintonizzati attori”, mentre l’Avvenire ha osservato che “È perfetto Haber nel disegnare la figura del grande scienziato e assai bene lo fronteggia Boni con punte di originalità espressive”.

Dopo la “prima” di martedì 10, lo spettacolo replica tutte le sere sino a sabato alle 20.45. L’ultima recita, domenica 15 febbraio, è alle 16. Giovedì pomeriggio (alle 17) al Teatro Nuovo è previsto il tradizionale incontro con gli attori, aperto al pubblico. L’incontro sarà condotto dalla giornalista Betty Zanotelli.

Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100. Biglietti anche tramite circuito GETICKET (numero verde sportelli Unicredit Banca abilitati 800323285) e CALL CENTER (tel.848002008). Biglietti on line su www.geticket.it. Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 16, tel. 0458011154.

Prezzi Biglietti: platea € 25,00 - balconata € 22,00 - galleria € 15,00 - seconda galleria €   9,00