Alessandro Anderloni torna al Ristori con Carlo, l’ombra e il sogno

Dopo il tutto esaurito di gennaio, torna al Teatro Ristori Carlo, l'ombra e il sogno, il nuovo monologo di Alessandro Anderloni dedicato alla vicenda umana e pittorica di Carlo Zinelli di cui l’anno prossimo si festeggerà il centenario della nascita.

Doppio l'appuntamento, mercoledì 22 e giovedì 23 aprile alle 21, preceduto al mattino di entrambi i giorni, alle 11, dalla replica dello spettacolo per gli studenti delle scuole di Verona.

«Come un fiume in piena, un rigurgito di ricordi, di sensazioni, stati d’animo e sogni, Carlo butta tutto dentro i suoi quadri. La sua pittura è una scoperta progressiva, istintiva, incondizionata, totale» spiega Alessandro Anderloni sulla scena.
Della vicenda di uno dei più incredibili artisti dell’arte irregolare mondiale, della sua parabola di vita dal manicomio scaligero di San Giacomo alla Tomba alle gallerie d’arte di tutto il mondo, il regista, attore e autore di Velo veronese si fa attento narratore.
Il suo raccontare è accompagnato da una navigazione multimediale che gli consente di far viaggiare gli spettatori dentro ai dipinti, con un sistema interattivo dal vivo.
Una corrispondenza di emozioni. Come quando «sulla carta prendono forma geroglifici, immagini primitive dal sapore ancestrale, evocativo, perso nel tempo, in una continua sperimentazione che non si aspetta e con non teme i giudizi, che non sa cosa farsene di suggerimenti e critiche. Carlo è libero – prosegue nel monologo –. Dipinge, racconta storie, le vive e le rivive nei suoi quadri».
È il 1947 quando Carlo Zinelli viene rinchiuso a San Giacomo alla Tomba con la diagnosi di schizofrenia cronica. Dodici elettroshock, insulinoterapie, docce fredde, camicie di forza fino a quando quell’uomo misterioso dallo sguardo limpido, dal fare elegante e raffinato, trova nell’atelier del manicomio la sua terapia.
Incrociano la sua strada l’artista scozzese Michael Noble, la contessa Ida Borletti, lo psichiatra Vittorino Andreoli, lo scultore Pino Castagna. Un destino che rende possibile il sogno. Il mondo di Carlo inizia a popolarsi di segni grafici, di figure dal sapore ancestrale, di cromatismi raffinati, di spazi d’armonia. Diciassette anni di pittura, otto ore al giorno, dentro a un interminabile e splendido soliloquio dove far vivere le sue aspettative, le ansie, i dolori, la tenerezza. Dall’ombra dell'ospedale psichiatrico, ultimo degli ultimi in un luogo di alienazione e sofferenza, alle collezioni artistiche più ricercate.
Nei quadri di Zinelli, più di duemila, è celata in segni e colori la sua sfortunata vicenda umana: la morte della madre, la povertà, lo shock della guerra, la malattia e le sue decisioni. «Carlo scelse – conclude Anderloni – di non fare la guerra, di non vivere un’esistenza da normale, di non confondersi con i tanti. Carlo scelse di essere felice».

Ingresso € 12. Informazioni e prenotazioni dei posti al numero 347 7137233 o scrivendo a info@lefalie.it