Alchemy, il suggestivo incantesimo dei Momix al Teatro Romano

Teatro esaurito, gradinata stracolma già mezzora prima dell’inizio della rappresentazione per la prima di Alchemy lo straordinario ultimo lavoro, effettivamente imperdibile, del genio di Moses Pendleton.

Che le sue coreografie non appartengono solo alla danza è risaputo; ogni volta lo spettacolo dei Momix è un’esplosione di energia pura, un’esperienza mistica e sensoriale che in Alchemy raggiunge livelli elevati.

Dall’Inferno di Dante (è proprio con un’immagine del sommo poeta che inizia ‘l’avventura,’), alle musiche Sufi, alle suggestioni delle musiche tibetane, ai suoni tribali e ancestrali, per non parlare delle stoffe dei costumi dei danzatori che cambiano e prendono forma e colori diverse, sfidando la fisica, e poi  immagini evocative sapientemente mixate, pali infuocati, corde invisibili che fanno volare e specchi che moltiplicano: dieci figure che appaiono e scompaiono, proprio come per magia. Dieci maghi, o apprendisti stregoni, che si muovono e danzano sul palco nel totale silenzio di chi assiste folgorato, quasi trattenendo il respiro, come se si stesse partecipando alla celebrazione di un rito.

Gli applausi, trattenuti per l’emozione durante l’ora e mezzo della rappresentazione, scrosciano per quasi dieci minuti alla fine continuando a richiamare i ballerini sul palco che ad ogni uscita regalano, sicuramente divertiti, altre leggere acrobazie.

Appena fuori dal teatro molti confessano di aver avuto difficoltà a trattenere le lacrime per l’emozione.

Uno spettacolo di mistica e poesia pura Alchemy, sicuramente tra i migliori di Pendleton, che più di qualcuno tornerà a vedere per riviverlo e gustare ancora di più.

Repliche al Teatro Romano fino all’11 di agosto ma è consigliato affrettarsi a comprare il biglietto.