Al Teatro Romano I Rusteghi nell' allestimento del Teatro Stabile del Veneto

Questa sera al Teatro Romano il secondo appuntamento con la prosa dell’Estate Teatrale Veronese che abbandona per il momento Shakespeare e cede il passo a Carlo Goldoni.
Del celebre drammaturgo veneziano va in scena – giovedì 9 luglio alle 21.15 (con repliche il 10, 11, 13 e 14) – I rusteghi, uno dei testi più amati dal pubblico, opera che da anni mancava dal palcoscenico del Teatro Romano. La commedia, unanimemente ritenuta dalla critica il capolavoro di Goldoni, debutta in “prima” nazionale al Teatro Romano in un allestimento del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale, ensemble specialista nelle opere goldoniane, messe in scena svariate volte e sempre accolte con calore e con entusiasmo dal pubblico. E veneti sono anche i protagonisti, tutti grandissimi interpreti dei testi di Goldoni: Alessandro Albertin, Alberto Fasoli, Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Cecilia La Monaca, Maria Grazia Mandruzzato, Giancarlo Previati, assieme ai giovani Margherita Mannino e Francesco Wolf, diplomati dell’Accademia Palcoscenico, la scuola di teatro dello Stabile del Veneto diretta da Alberto Terrani. A firmare la regia dei Rusteghi è Giuseppe Emiliani che ha iniziato a collaborare con lo Stabile del Veneto nel 1994. Emiliani torna dunque all’Estate Teatrale Veronese dove nel  2001 aveva firmato Arlecchino servitore di due padroni con, protagonisti, Marcello Bartoli, Dario Cantarelli e Michela Martini.
Scritta nel gennaio 1760 e rappresentata per la prima volta il 16 febbraio al Teatro San Luca di Venezia con il titolo La compagnia dei salvadeghi o sia i Rusteghi, la commedia conquistò subito il pubblico e, nel corso dei secoli, venne messa in scena in tutti i teatri del mondo. Tra gli allestimenti italiani si ricorda, per la lettura innovativa, quello che il regista Massimo Castri realizzò nel 1992 al Teatro Romano, nel bicentenario della morte di Carlo Goldoni, con, tra gli altri, Stefania Felicioli e Piergiorgio Fasolo. I quattro “rusteghi” – Lunardo, Simon, Maurizio e Canciano –  sono, come il titolo li definisce, uomini scontrosi e rozzi al limite della villania, chiusi nel loro piccolo universo e nel personale interesse, refrattari a qualunque novità che dall’esterno sta prepotentemente facendosi strada anche a Venezia e che invece per loro rappresenta un grave pericolo per le loro certezze. In un’ottica così ristretta persino una festa come il Carnevale e il teatro inteso come luogo di spettacolo vengono guardati con ostilità in quanto occasioni di svago, spreco e corruzione.
Al contrario dei quattro “rusteghi”, le loro mogli e gli altri personaggi femminili della commedia avvertono i cambiamenti che sono nell’aria e sono pronte ad accoglierli con entusiasmo. La storia dei Rusteghi, che si svolge in una sola giornata a Venezia, vede al centro il matrimonio combinato d’autorità dal “rustego” Lunardo tra la figlia di primo letto Lucietta e Felippetto, figlio del “rustego” Maurizio. I giovani sono disperati perché non hanno avuto la possibilità di conoscersi. Ma attraverso una serie di escamotage e di travestimenti e grazie all’aiuto della signora Felice, moglie del “rustego” Canciano, potranno vedersi e piacersi. I quattro “rusteghi” scoprono però l’inganno e si infuriano. Sarà ancora una volta la signora Felice a sistemare le cose, avviarle al lieto fine. E ai quattro burberi, non resterà che rassegnarsi.

«Il gioco mutevole dei personaggi e tra i personaggi – spiega il regista Emiliani, profondo ammiratore di Goldoni – è affidato soprattutto al linguaggio, alla grande energia verbale. Non c’è nei Rusteghi una sola battuta sbagliata».
Questi, in ordine alfabetico, gli interpreti: Alessandro Albertin (Canciano), Alberto Fasoli (Maurizio), Piergiorgio Fasolo (Simon), Stefania Felicioli (Felice, moglie di Canciano), Cecilia La Monaca (Margarita, moglie di Lunardo), Michele Maccagno (conte Riccardo), Maria Grazia Mandruzzato (Marina, moglie di Simon), Margherita Mannino (Lucietta), Giancarlo Previati (Lunardo) e Francesco Wolf (Felippetto).
Scenografia di Federico Cautero, costumi di Stefano Nicolao, disegno luci di Enrico Berardi, musiche di Massimiliano Forza, arrangiamenti di Fabio Valdemarin.

Venerdì 10 luglio alle 17.30 la compagnia incontrerà il pubblico presso la Biblioteca Civica, via Cappello 43. L’incontro, a ingresso libero, sarà condotto dalla giornalista Betty Zanotelli.