Al rogo i libri viventi

Il "Popolo della famiglia" ha attaccato ieri, giovedì 14 settembre, l’iniziativa della biblioteca vivente, ideata dalla Fondazione San Zeno, nata come esperienza di dialogo interculturale per poter conoscere realtà di vita diverse dalla propria. Consente di sperimentare sulla propria pelle il superamento del pregiudizio nei confronti del “diverso da sé”, contribuendo a creare una cultura più aperta e disponibile al dialogo, che non discrimini le persone in base alla loro origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali, al genere, all’orientamento sessuale, all’età o alla condizione di disabilità. Presente nell’ambito del Tocatì da ormai dieci anni, solo oggi, nell’anno 2017 d.C., secondo il “Popolo della famiglia” gli incontri «appaiono improntati alla promozione di una cultura contraria alla famiglia». Tra i titoli degli incontri con persone che raccontano la propria esperienza, a suscitare la tanto urlata censura sono gli incontri “Diversamente amare" e "Mio figlio gay”. Di qui la richiesta al sindaco di annullare l'iniziativa che è arrivata senza indugio, con un comunicato che recita: «Dopo un confronto con l’associazione Aga, organizzatrice del Tocatì, il Comune di Verona ha ritenuto che la tipologia di contenuti non fosse adeguata al messaggio culturale del festival dei giochi di strada. Pertanto la biblioteca civica non ospiterà la citata attività nelle giornate di sabato e domenica».

La risposta di Fondazione San Zeno è arrivata oggi, venerdì 15 settembre, con questo comunicato che si può leggere nella pagina facebook: «Domani e dopodomani non aspettateci per la BIBLIOTECA VIVENTE. Non ci saremo.  Il perché lo trovate sui giornali, sui messaggi e sulle chat che si rincorrono in queste ore. Volevamo affrontare il tema dei pregiudizi e ne siamo stati vittime.  Con lo spirito dell’incontro, della comunità e dell’appartenenza. Le stesse tre parole chiave del Tocatì - Festival Internazionale dei Giochi in Strada di quest’anno. Ci sentiamo responsabili e liberi. Responsabili di proporre da 10 edizioni la Biblioteca Vivente,  un format del Consiglio d’Europa diffuso in tutto il mondo. Liberi di affrontare con le nostre iniziative temi, problemi. Indipendenti e lontani dagli schieramenti. Guardiamo avanti. Sempre con lo stesso desiderio, quello di immaginare il cambiamento in tutti i paesi in cui sosteniamo progetti. Oggi ancor più consapevoli che questo sia necessario anche nella nostra città».

Siamo solidali con Fondazione San Zeno, consapevoli che una censura simile è una vergogna per una città come Verona, all’interno di una manifestazione che voleva tanto essere internazionale e che oggi si è invece voltata dall’altra parte senza proteggere iniziative volte alla crescita e alla consapevolezza di un’intera comunità.