Al Nuovo di Verona in prima nazionale per il Grande Teatro il Deserto dei Tartari

Martedì 15 marzo alle 20.45 al Nuovo in prima nazionale, l’attesissimo Deserto dei Tartari, tratto dal celeberrimo romanzo di Dino Buzzati del 1940, per la de il Grande Teatro 2015-16. Lo spettacolo, a firma di Paolo Valerio che cura l’adattamento teatrale e la regia, si avvale di proiezioni tratte da quadri di Dino Buzzati ed è prodotto dal Teatro Stabile del Veneto. Ne sono interpreti Alessandro Dinuzzi, Simone Faloppa, Emanuele Fortunati , Aldo Gentileschi (fisarmonica), Marina La Placa (theremin), Marco Morellini, Roberto Petruzzelli, Stefano Scandaletti e lo stesso Valerio.

“Posso chiamare Il deserto dei Tartari il libro della mia vita” diceva Dino Buzzati. Quel deserto dalle valenze metafisiche entusiasmò anche Italo Calvino che nel 1980, nel quarantesimo della pubblicazione del romanzo, parlò di “un Deserto che anche lui aveva attraversato”. Per l’occasione Calvino elogiò l’atemporalità buzzatiana, una “atemporalità che è il traguardo dei classici”, elogiò  i francesi che per primi si erano accorti di Buzzati e i giovani che sul finire degli anni Trenta non si perdevano un elzeviro di Buzzati sul Corriere.

Il testo di Buzzati affronta l’ineluttabile tema della fuga del tempo, una sensazione comune che tocca amaramente gli uomini. Lo scrittore bellunese in un’intervista affermò che lo spunto per il romanzo era nato dalla monotona routine redazionale notturna a cui era costretto a quei tempi. Molto spesso aveva l’idea che quel trantran dovesse andare avanti senza termine e che gli avrebbe consumato inutilmente la vita. «È un sentimento comune – sottolineava – alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva».

«In passato – dice il regista Paolo Valerio – ho già avuto modo di realizzare altri spettacoli tratti da testi di Buzzati, tra i quali Sette piani, Poema a fumetti e La meravigliosa invasione degli orsi in Sicilia. E ora è arrivato il momento di portare in scena in suo capolavoro. Il mondo di Buzzati è affascinante e misterioso e nel Deserto dei Tartari, il romanzo che segnò la sua consacrazione tra i grandi scrittori del Novecento italiano, sono presenti tutte le sue tematiche principali. In questo tempo immobile eppure ritmato dalla concreta vita militare, la mia scelta è stata quella di non avere un unico protagonista: tutti gli attori saranno Drogo, seguendo non solo l’invecchiamento del protagonista, ma seguendo le emozioni che col passare tempo si modificano in Drogo come in ognuno di noi: dalla partenza fiduciosa all’attesa, alle delusioni, al sorriso del finale. Tutti gli attori aspetteranno e affronteranno i loro Tartari, e così anche tutti gli spettatori saranno Drogo. Avrà un ruolo importante anche la parte più letteraria del romanzo con l’intenzione di portarne in scena i momenti più descrittivi e poetici, attraverso le parole meravigliose di questo testo, e le immagini del pittore Dino Buzzati. Lucia Bellaspiga – prosegue Valerio – sostiene che “Il deserto è un libro da leggere due volte: la prima per non capire nulla fino all’epilogo e lasciarsi sorprendere (l’effetto che Buzzati ricercava), la seconda per ricucire le trame e riconoscere a ritroso le tante premonizioni. La vicenda è circolare e alla fine tutto torna”. Vorrei – conclude Valerio – che questo spettacolo fosse una terza lettura possibile dell’infinito Dino Buzzati».

Dopo la “prima” di martedì, repliche tutte le sere alle ore 20.45 fino a sabato. L’ultima replica, domenica 20 marzo, è alle ore 16.00.

In occasione di questa “prima” nazionale avranno luogo, dal 16 al 19 marzo alle ore 17 nel Piccolo Teatro di Giulietta, le Giornate buzzatiane curate dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Maria Teresa Ferrari, autrice e critica d’arte, tra le massime esperte dell’opera pittorica di Buzzati.

Quattro gli appuntamenti, a ingresso libero, con studiosi e amanti dell'opera buzzatiana che a lui hanno dedicato studi, articoli, saggi, eventi, spettacoli e mostre. Per l’occasione, nel Piccolo Teatro di Giulietta saranno esposte serigrafie gentilmente prestate da Cortina Arte, storica galleria milanese che ebbe con Buzzati un lungo sodalizio artistico.

Mercoledì 16, incontro con  Lorenzo Viganò (giornalista del Corriere della Sera) che ha curato una nuova edizione del Bestiario di Dino Buzzati. Tema dell’incontro gli animali, alcuni reali e altri  fantastici, che fanno parte del mondo narrativo di Buzzati.

Giovedì 17, questa volta al Teatro Nuovo, la compagnia incontrerà il pubblico. Oltre al regista Paolo Valerio e agli attori, sarà presente Lucia Bellaspiga, inviata di Avvenire e autrice del libro Il deserto dei Tartari, un romanzo a lieto fine (Ed. Ancora), una rilettura che capovolge il finale da sempre considerato drammatico e tetro.

Venerdì 18, incontro dedicato al Poema a fumetti di Dino Buzzati con Paolo Valerio, con Maria Teresa Ferrari e con  Sabrina Reale che eseguirà al pianoforte musiche originali di Antonio Di Pofi.

Sabato 19, omaggio finale a Dino Buzzati. Interverranno Marzio Breda, giornalista del Corriere della Sera, il gallerista Stefano Cortina, Maria Teresa Ferrari e Paolo Valerio. Saranno proiettati anche dei video che riprendono Buzzati e sua moglie Almerina, la “sposa bambina” conosciuta nell'estate del 1960 e venuta a mancare lo scorso 22 novembre.

Inoltre, dal 14 al 25 marzo dalle 8,30 alle 19,00 (esclusi sabato e domenica) presso lo Spazio UniCredit Art Gallery a Verona in via Giuseppe Garibaldi 1, mostra fotografica  Valli mai viste... un’«altra Venezia, quello strano paesaggio che Buzzati ha nell’anima a cura dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati.

Info: Teatro Nuovo, tel. 0458006100.