Al Modus “Coltivo una rosa bianca” - la musica raccontata da Enrico de Angelis

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“Coltivo una rosa bianca” - antimilitarismo e nonviolenza nei cantautori italiani

Un ciclo di sei incontri ad ingresso gratuito in collaborazione con il Movimento Nonviolento

Primo appuntamento mercoledì 30 gennaio con Luigi Tenco

Uno dei valori più forti che hanno sempre contraddistinto la canzone d’autore italiana e internazionale, il pacifismo, sarà approfondito nel corso di una rassegna che vede collaborare lo spazio Modus e il Movimento Nonviolento, uniti non soltanto dalla vicinanza fisica delle sedi, nella zona Orti di Spagna, ma anche dalla condivisione di ideali civili. Si tratta di un ciclo di serate a ingresso libero, a partire da mercoledì 30 gennaio, affidato al giornalista Enrico de Angelis, storico della canzone, per molti anni direttore artistico del Premio Tenco a Sanremo, che ha selezionato 6 grandi e amatissimi cantautori italiani per illustrare e commentare gli aspetti antimilitaristi e nonviolenti dei loro repertori, corredandoli con la proiezione di rari video storici: sono Luigi Tenco, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Sergio Endrigo, Edoardo Bennato e Caparezza.

Il titolo del ciclo “Coltivo una rosa bianca”, chiara metafora di pace, cita una canzone di Sergio Endrigo che riprendeva una parte di una poesia famosa di José Martí, patriota e poeta nazionale cubano; gli stessi versi che un altro grande cantautore pacifista, Pete Seeger, cantava sulla musica della popolare “Guantanamera”.

L’iniziativa nasce da una serie di piccoli saggi pubblicati da de Angelis sulla rivista Azione nonviolenta, commissionati dal presidente del Movimento Nonviolento (che a Verona ha la sede nazionale), Mao Valpiana. Le serate si terranno alle ore 21, quasi sempre di mercoledì, con questo calendario: 30 gennaio Luigi Tenco; 13 febbraio Fabrizio De André; 27 febbraio Enzo Jannacci; 18 marzo Sergio Endrigo; 10 aprile Edoardo Bennato; 24 aprile Caparezza.

Si parte dunque con due artisti amici tra loro, Tenco e De André, responsabili di alcuni dei primi esempi ci canzone antimilitarista moderna, accomunati tra l’altro dall’esecuzione di quella “Ballata dell’eroe” a cui seguì presto un altro analogo capolavoro di Fabrizio, “La guerra di Piero”. Tra il dolente e il grottesco è notoriamente il repertorio di Jannacci anche su questo versante, mentre sorprenderà forse la mole di produzione pacifista di un artista come Endrigo, solitamente considerato soprattutto come cantore dell’amore sentimentale. Bennato si contraddistingue per l’ironia sfacciata con cui rovescia beffardamente gli apparenti paradossi che canta, e infine Caparezza, con la sua straordinaria abilità di giocare con le parole, rappresenterà i vertici probabilmente più alti che ha raggiunto storicamente il rap in Italia.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti
Prenotazioni online sul sito modusverona.it