Al via la prima edizione del Colloquio annuale di storia dell’Europa contemporanea

In programma il 25 e il 26 maggio la prima edizione del Colloquio annuale di storia dell’Europa contemporanea realizzata con il coordinamento scientifico di Renato Camurri, professore di Storia contemporanea dell’università di Verona. Ospite d’eccezione Mario Isnenghi, professore emerito dell’università di Venezia che lunedì 25, alle 17.30, nella sala convegni della Gran Guardia, interverrà su “Il racconto sociale della Grande Guerra. Svolte e stagioni”. “Idea centrale dell’incontro - spiega Isnenghi - è considerare più che gli avvenimenti del 14-18 i diversi racconti degli avvenimenti che ne sono seguiti. Si parlerà di racconti sociali e cioè non in particolare dei libri degli specialisti e dei loro lettori, ma dei contenuti e modi in cui la gente, l’uomo e la donna qualunque, ricordavano la Grande Guerra. Naturalmente nel corso di cento anni i racconti sociali sono cambiati anche sensibilmente”.
L’appuntamento prosegue martedì 26, sempre alle 17.30, con il “Il mito  della Grande Guerra. Un criterio, un libro, un percorso”, che si terrà nella sede della Società letteraria di Verona. “Si parte dal libro dell’oratore “Il mito della Grande Guerra” uscito la prima volta nel lontano 1970 - aggiunge Isnenghi - e che continua, da allora, a uscire senza modificare il testo. È dunque la storia di un libro  e, attraverso un libro, di un autore, ma anche di un criterio cioè dell’attenzione particolare ai miti: le grande emozioni collettive, le ideologie e i pregiudizi d’epoca pro o contro la Guerra del 14-18”. Entrambi gli incontri si chiuderanno con l’esecuzione della suite “Le tombeau de Couperin” del compositore Maurice Ravel.

In cartellone anche spettacoli e visite guidate. Lunedì 25 maggio alle 21, al Polo Zanotto, Massimo Bubola presenterà “Il testamento del capitano”, concerto per il centesimo anniversario dalla Grande Guerra.  Il concerto, a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, abbraccerà il precedente lavoro fatto dall’autore sull'epopea musical-letteraria della Grande Guerra con il celebrato album del 2005 dal titolo “Quel lungo treno”, definito dalla critica un album epico e di grande levatura musicale e poetica. Un lavoro di respiro europeo e legato al grande song-writing, che valorizza un genere, quello della canzone tradizionale di area alpina riportandola a una visione d'autore e alle grandi sonorità elettriche e acustiche della letteratura rock-folk. Nel suo lavoro di ricostruzione storico-realistica di quel repertorio, Bubola riprende e riarrangia, caratterizzandoli profondamente col suo stile di scrittura, di canto e di produzione, alcuni brani tradizionali noti come “Era una notte che pioveva”, “Monte Canino” e altri meno conosciuti, ma altrettanto significativi e di grande intensità melodica e testuale come “Ponte de Priula”, “Il disertore” e “Adio Ronco” e propone anche sei nuove sue canzoni, che nei testi riprendono il tema della Grande Guerra e musicalmente ripercorrono il folk-rock elettroacustico di cui Bubola è maestro, con vibranti punte nell’elettrico e dolcissime escursioni nell’acustico, con brani come “Noi veniàm dalle pianure”, “Nostra Signora Fortuna” e “Jack O'Leary”. Inoltre, dal nuovo album saranno eseguite anche Ta pum, Il Testamento del Capitano, Sul Ponte di Perati, Sui monti “Scarpazi”, “Bombardano Cortina”, “Di qua e di là dal Piave”, “Oh Dio del cielo”, “Sul Ponte di Bassano”, “Dove sei stato, mio bell'alpino”. Si aggiungono a questi due inediti scritti da Bubola “Da Caporetto al Piave” e “L'alba che verrà”. Sul palcoscenico con il cantautore alla voce, chitarra acustica, chitarra elettrica e armonica anche Lucia Miller, voce e autoharp, Enrico Mantovani, chitarra elettrica, chitarra classica, mandolino e pedal steel e Alessandro Formenti basso, contrabbasso e cori. Sarà Bubola a introdurre le canzoni con un inquadramento storico antropologico della Grande Guerra toccandone molti aspetti: dai trasferimenti, alla vita di trincea, delle paure, dei sentimenti, delle lontananze, e delle malinconie dei soldati, usando un linguaggio semplice, ma fortemente emotivo, illustrando il grande e drammatico scenario umano ed epocale. Reciterà, inoltre, scritti di poeti italiani nella Grande Guerra come Ungaretti, Saba, Thovez e brevi ed efficaci racconti di Rigoni Stern, Lussu, Gadda e altri, oltre che ricordare anche grandi film sull'argomento tra cui “La Grande Guerra” di Mario Monicelli e “Uomini contro” di Franco Rosi.

Tra i numerosi appuntamenti in calendario anche la visita guidata ai paesaggi della Grande Guerra sull’Altipiano di Asiago, un’escursione storico-paesaggistica. Sabato 30 maggio Claudio Rigon, scrittore e fotografo vicentino condurrà i partecipanti sul monte Zebio, alla ricerca dei luoghi di “Un anno sull’Altipiano”, libro di memorie di Emilio Lussu. Il programma prevede il ritrovo dei partecipanti alle 9 ad Asiago, nel parcheggio di fronte al Palaghiaccio, da dove si proseguirà in macchina fino a Malga Zebio. È necessario aderire all’iniziativa entro il 28 maggio inviando un messaggio ai seguenti indirizzi: renato.camurri@univr.it; valeria.mogavero@univr.it . La partecipazione non è limitata ai soli studenti e docenti dell'Ateneo, ma è aperta a tutti. Agli iscritti verrà inviato il programma dettagliato delle attività previste. In caso di maltempo la visita verrà rinviata a sabato 6 giugno con lo stesso programma.

Il cartellone “Centenario della Grande Guerra” si chiuderà il 23 giugno, alle 21.15 al Polo Zanotto con “La Grande Guerra meschina”. Uno spettacolo di narrazione musicale di e con Alessandro Anderloni. L’autore e regista sarà accompagnato dalla voce di Raffaella Benetti e dalla fisarmonica di Thomas Sinigaglia.