Afterhours @Estragon, Bologna 17 settembre - Live Report

Manuel Agnelli

Afterhours@ Tutto Molto Bello 2016 

Estragon -Bologna, 17 settembre 

C'è stato il tempo delle polemiche, del tradimento morale, dei fiumi di parole sul web, della comprensione e dell'incomprensione. 
Poi c'è stato il tempo della musica ispirata e coraggiosa di Folfiri o Folfox, l'ultimo doppio album degli Afterhours, una presa di coscienza del dolore, delle sue lacerazioni nell'anima e il ritorno alla vita, senza rimpianti.
Infine c'è stato il tempo dei concerti, chiuso trionfalmente ieri con il sold-out di Bologna per il Festival Tutto Molto Bello, storico torneo di calcetto tra etichette indipendenti.

Alle 22.00 circa Manuel Agnelli si presenta sul palco per aprire con Grande, uno dei brani più importanti dell'ultimo disco, in cui si mette a nudo con un'onestà rara.
Guarda in faccia il suo pubblico e sembra voglia rassicurare i presenti che l'esperienza televisiva di giudice del più famoso Talent show del Bel Paese non toglierà nulla alla sua caratura di musicista.

Con l'arrivo di Stefano Pilia (chitarre e mille altri strumenti all'occorrenza) e di Fabio Rondanini (il miglior batterista in circolazione, premiato ieri sera come Best Performer per il Circuito Keep On dei Live Club italiani) gli Afterhours hanno raggiunto una potenza e una maestria di esecuzione inarrivabili.
La scaletta di stasera da' spazio a Folfiri e Folfox, ma anche a grandi hits che hanno fatto la storia della musica rock italiana, tra tutte una Varanasi Baby distorta e ipnotica e una Bungee Jumping suadente ed esplosiva con il suo muro di suono.

I nuovi brani suonano già come dei classici e la platea li canta e li tratta come tali. 
Tra queste canzoni Se io fossi il giudice, che chiude il main set, è una delle più incisive ballate mai scritte da Agnelli. 
E' questo brano che chiude il doppio album uscito a Giugno e chiude virtualmente il cerchio di un viaggio faticoso ed emozionante dentro se stessi, che si conclude con un'enorme boccata di ossigeno e con una voglia matta di vivere tutto quello che resta da vivere.

I bis sono un'esplosione di potenza rock. Manuel a torso nudo rotea il microfono alla Roger Daltrey per Le Verità che ricordavo e Roberto Dell'Era, istrionico bassista, anticipa Strategie con un'ironica introduzione sul romanticismo della vita di coppia, ampiamente descritto nel testo.
Subito dopo Manuel in solo con la chitarra acustica propone Pop, canzone scritta ai tempi di Germi, rassicurandoci sul fatto che in assoluto il POP in realtà non uccide l'anima, ci vuole ben altro.

Siamo quasi alla fine di una serata meravigliosa, senza sbavature o cali di tensione, caratterizzata dal costante calore della gente, che canta, urla e partecipa senza riserve.
Il secondo encore dei bis in effetti è tutto per i fans, che si godono Quello che non c'è e Bye Bye Bombay con un karaoke assordante.

Manuel Agnelli ringrazia per l'affetto, non lo ritiene scontato, e ha imparato ad essere Grande insieme al suo pubblico.
Tutta la band sul palco saluta con grandi sorrisi la fine del tour e ringrazia i membri della Crew uno ad uno. Gli abbracci sono vistosi e la soddisfazione è palpabile.
Gli occhi degli ascoltatori tradiscono gioia e un pizzico di sollievo. Stasera a Bologna siamo tutti un pò famiglia e la settimana prossima forse sarà più semplice sorridere di fronte ai commenti di colleghi e zie tipo: "com'è cattivo il cantante con i capelli lunghi...come si chiama?" 

Elena Castagnoli

Setlist
Grande
Ti cambia il sapore
Il mio popolo si fa
Ballata per la mia piccola iena
Varanasi Baby
La vedova bianca
Padania
Né pani né pesci
Male di miele
Cetuximab
L'odore della giacca di mio padre
Il sangue di Giuda
Bungee Jumping
La sottile linea bianca
Costruire per distruggere
Fra i non viventi vivremo noi
Se io fossi il giudice

Encore:
La verità che ricordavo
Strategie
Pop
Non è per sempre

Encore 2:
Quello che non c'è
Bye Bye Bombay