Addio Tina Anselmi

La prima donna nella storia della politica italiana a ricoprire l’incarico in un ministero, è mancata stanotte nella sua Castelfranco Veneto che le ha dato i natali 89 anni fa, dove è stata una coraggiosa staffetta a soli diciassette anni della brigata autonoma “Cesare Battisti” e del Comando regionale del Corpo volontari della libertà nella Resistenza e dove ha lottato per i diritti delle filandiere e delle insegnanti. «Non si poteva non amare Tina Anselmi. In tutto ciò che fece, fu sempre spinta dalle stesse motivazioni che la convinsero a diventare staffetta partigiana. Quelle ragioni le spiegò lei stessa in una delle pagine più belle che io abbia mai letto, sulla Resistenza. Lei disse che “quello che la spingeva era il desiderio di vita e di costruire un mondo migliore”». Così la ricorda a la Repubblica Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi.

La vita politica. Parlamentare dalla V alla X legislatura eletta nella Circoscrizione Venezia-Treviso, ha fatto parte delle Commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali, occupandosi molto dei problemi della famiglia e della donna. Ha presieduto per due volte la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2. È stata tre volte sottosegretaria al Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, una volta ministra del Lavoro, due volte ministra della Sanità. Si deve a lei la legge sulle pari opportunità ed è stata tra gli autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.

Icona nazionale. Proprio quest’anno a lei è stato dedicato un francobollo a settant’anni dalla nascita della Repubblica e del voto alle donne e a quarant’anni dal suo giuramento da ministra del lavoro nel terzo Governo Andreotti, con il Presidente Giovanni Leone. Ed è proprio quel giuramento del 30 luglio 1976 ad essere riprodotto nel francobollo da 0,95 euro e diffuso in 800mila esemplari. Così le Poste italiane le hanno reso omaggio prima della sua morte, tramutandola in icona, figura fondamentale per una società inclusiva: «Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d'inclusione, di rispetto delle diversità, di pace».