99 Posse, passa la linea squadrista

“Riteniamo che non ci siano sufficienti condizioni di sicurezza per il pubblico e per gli operatori coinvolti nella manifestazione per garantire lo spettacolo in questione. Inoltre ribadiamo che, essendo una manifestazione che parla di sostenibilità e non di politica,  la polemica generata, che rischierebbe di strumentalizzare l’evento, è diventata per noi insostenibile”.

Con queste parole l’organizzazione decide di rinunciare al concerto dei 99 Posse previsto a Verona il 4 settembre e di sostituirlo con lo spettacolo di Luca Bassanese, “L’Amore è Sostenibile”.
Vince così il clima di intimidazione e violenza messo in piedi dai neofascisti veronesi.

Dopo il ritiro della sponsorizzazione della manifestazione da parte di Amia, presidente l’Andrea Miglioranzi di stretta osservanza neofascista, i vari Ciro Maschio, Marcello Ruffo e Vittorio Di Dio hanno deciso che questo concerto non si deve svolgere nella nostra città, medaglia d’oro della Resistenza.

Con un simile clima hanno fatto bene gli organizzatori a non rischiare di tramutare una serata di festa in un rischiosissimo momento di scontro alimentato ad arte dagli squadristi di Casa Pound e Forza Nuova.
Pessima pure la figura del Sindaco Tosi che sperava di diventare “liberale” grazie ad una dichiarazione a favore del concerto dei 99 Posse. Si era capito subito che il suo intervento fosse solo un giochino delle parti ad uso dei media e non una vera volontà di garantire la libera circolazione delle idee e delle espressioni nella nostra città.

Verona rimane ancora una città dove il 25 Aprile deve ancora arrivare.

Questa mattina, durante la diretta di Radio Popolare Verona, è stata lanciata la proposta di una manifestazione cittadina che dovrebbe tenersi il prossimo 25 ottobre, mentre sembra probabile la presenza dei 99 Posse il prossimo 25 aprile per festeggiare i 70 anni dalla Liberazione da fascisti e nazisti.

Da parte loro anche la band napoletana concorda sulla bontà della scelta degli organizzatori, incolpevoli del clima suscitato. A  loro i 99 Posse non chiederanno la metà del cachet previsto per l’annullamento del concerto ma una piccola parte che gireranno direttamente a Gaza per le impellenti necessità della popolazione palestinese.