479 Verona, 1400 Italia. I numeri dell’acciaio

479 è il numero degli operai  della Riva Acciaio che a Verona  hanno perso il lavoro dopo la chiusura dello stabilimento da parte della famiglia Riva come risposta al sequestro dei beni da parte della Procura di Taranto.

Al grido di "commissario, commissario" i lavoratori del gruppo ieri, insieme ai lavoratori delle Officine Ferroviarie Veronesi, azienda da tempo al centro di una trattativa di cessione che impedisce di far ripartire l’attività hanno sfilato a Verona, hanno raggiunto il municipio dove hanno incontrato il sindaco, Flavio Tosi, che pur non dicendo nulla di rilevante, e del resto cosa poteva dire, visto che la partita si gioca altrove, non si è sottratto all’incontro.

La situazione  tra i dipendenti delle acciaierie Riva, rimane in stallo nonostante l'incontro tra il ministro Flavio Zanonato e il rappresentante della famiglia Riva, Bruno Ferrante. "Abbiamo chiesto al gruppo Riva di incontrare il custode giudiziale (cui sono affidati beni sequestrati ndr) per riprendere immediatamente la produzione di acciaio", ha affermato il ministro al termine della riunione. Il rappresentante del gruppo, Bruno Ferrante ha dichiarato: "verificheremo tutte le possibilità con l'autorità giudiziaria per capire se è possibile riprendere le attività".

Il braccio di ferro tra azienda e procura, dunque non si allenta e intanto a Verona 479 famiglie rischiano di trovarsi senza nulla. Sono 1.400 i lavoratori messi in “libertà” dalla famiglia Riva su tutto il territorio nazionale.