23 - 27 luglio XXIII edizione del San Giò Verona Video Festival

A Verona dal 23 al 27 luglio, da ormai ben ventitre anni, torna il San Giò Verona Video Festival. La manifestazione organizzata dal Cineclub Verona, completamente gratuita per gli spettatori grazie al sostegno degli sponsor, sarà presentata in conferenza stampa oggi alle 12:00  nella Sala Arazzi del Municipio.

Nato nel 1994, come “Le Arti al Cinema”, il San Gio Verona Video Festival nel corso degli anni ha maturato una precisa identità, che senza tradire l’idea originale l’ha arricchita di un importante fattore, è diventato il primo Festival digitale in Italia e uno dei primi nel mondo.

Molti poi hanno seguito l’esempio e ormai anche i grandi film sono girati in digitale. Questo  ha permesso di ampliare l’offerta di un Festival da sempre dedicato al corto per aprire le porte anche al film lungo, con attenzione alle produzioni meno fortunate dal punto di vista commerciale e a quelle dei giovani autori, con particolare attenzione anche alle tante produzioni femminili.

Ugo Brusaporco, direttore artistico del Fstival ci racconta: «Nel corso di questi anni siamo stati confortati anche dalla presenza di importanti giurati, penso a un autore come Corso Salani, a Owen Shapiro, direttore della Syracuse University di New York, a un regista come Marc Recha, due volte a Cannes, a un critico come Fernaldo Di Giammatteo, a Gideon Bachmann, padre dei Cineclub americani, che del Festival è stato Presidente per tre anni. Nomi che appartengono a un mondo del Cinema attento alla qualità del prodotto cinematografico, e per questo molte scuole di cinema partecipano on i loro allievi al Festival. Il Verona Video Festival di quest’anno raccoglie una trentina di nazioni provenienti dai cinque Continenti, non mancano film americani e russi, avremo anche ospiti la regista russa Elena Gladkova e la celebrata attrice iraniana Nasim Adabi».

Il Festival si aprirà, il pomeriggio di domenica 23 luglio con un film che ragiona sulla Grande Guerra: “Sarajevo rewind” documentario di Eric Gobetti e Simone Malavolti e subito dopo si vedrà un documentario prodotto a Veronetta sulla situazione di oggi girato da un ventenne. La sera il lungometraggio “Delta Park” scritto e diretto da Mario Brenta, Karine de Villers, porta a Verona l’ultimo lavoro di uno dei più importanti e premiati registi veneti, Mario Brenta, che non sarà con noi perché lo premiano in Francia, e in Italia pochi lo conoscono, nella stessa serata una decina di corti, uno viene dalla televisione svizzera “Kurdistan-Frammenti di vita al fronte” un altro viene dal Libano e parla dei bambini in Siria, ma i temi sono vari, c’è chi racconta di una giovane ballerina all’esordio, chi con i disegni animati racconta storie, in un gioco di libertà espressiva che caratterizza tutto il programma.

Nelle altre sere si segue lo stesso schema un medio lungometraggio e intorno corti, ci sono anche polizieschi d’azione come “Justs Words” scritto e diretto da Ilia Antonenko e premiato nel mondo per il ritmo e l’azione. Dunque un Festival cinematografico vero, che fa riflettere e provoca idee, non un Festival da tappeti rossi, ma vivo e pulsante, attento a toccare tutti i temi, non per dare risposte ma per dire che non è un caso che i grandi dittatori del secolo XX ritenessero il cinema “L’arma più forte” lo è davvero. Resta una piccola riflessione forse il San Gio Verona Video Festival è l’ultimo vero Festival del film a Verona. Ed esiste almeno cinque giorni d’estate.