2016 pronti? Attenti... via!

Pronti? Attenti… via! Iniziamo questo nuovo anno, il 2016, con il carico, anzi diremmo con i carichi pendenti del 2015 e di tutti gli anni che lo hanno preceduto.

Da dove iniziare? Difficile dirlo, sono molte le questioni che ci troviamo a dover affrontare. Prima di andare oltre con il ragionamento, vi invitiamo ad ascoltare il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.

 

Ad ognuno il proprio giudizio. A noi non è rimasto nulla. Democristianamente sono stati toccati tutti i punti cruciali della quotidianità, senza nessuno spunto operativo. Insomma un discorso di circostanza. Ma questo doveva essere, con buona pace di chi ci vede altro, di chi si esalta e ne tesse le lodi, e di chi lo affonda senza pietà.

Proviamo a prenderlo come punto di partenza. Ormai abbiamo imparato che gli strumenti non sono né buoni né cattivi, dipende dall'uso che ne facciamo. E l'uso dipende da noi.

Da dove partire? Se ne avessimo facoltà metteremmo il raggiungimento della giustizia sociale al primo posto. Sì, siamo di quelli che continuano a credere nella bontà dello Stato Sociale, che tanti duri colpi ha subito nel corso degli anni di questa nostra Repubblica.

Se ne avessimo facoltà, affronteremmo per prima cosa quelli che sono, a nostro avviso, i due punti chiave per una possibile svolta: riforma fiscale e riduzione della spesa.

Partiremmo proprio da quella riforma fiscale dalla quale non si può prescindere e che nessun governo è mai riuscito ad attuare, perché fonte primaria di consenso o dissenso, insieme ai, tante volte annunciati, tagli alla spesa pubblica.
Sì perché, se cosa buona e giusta è pagare tasse, anche alte, ma eque, è altrettanto vero, che i soldi dei cittadini vanno spesi bene e per il bene dei cittadini. Non aggiungiamo altro sul come vengano spesi i nostri soldi, purtroppo lo sappiamo bene e dovremmo essere, a dir poco, furenti rispetto alla dissipazione che se ne fa.

La materia è complessa, ce ne rendiamo conto, ma non riusciamo a renderci conto del perché, o forse sì, alcune semplici azioni, che a nostro avviso produrrebbero effetti immediati, non possano essere messe in atto. Ad esempio, rendere realmente efficaci le detrazioni fiscali già previste dalle nostre leggi. È chiaro che se ci si consente di detrarre una spesa non in totale, ma solo in percentuale e per di più spalmata in un arco variabile di anni, questo nella realtà non si traduce in un vantaggio concreto, quanto piuttosto in un incentivo all'evasione.
Resta chiaro che riduzione della spesa non vuol dire tagli ai servizi per i cittadini, vuol dire semplicemente non sprecare e non usare in modo improprio il denaro pubblico.

Ci fermiamo qui, ci piacerebbe ascoltare o leggere i vostri commenti, le vostre proposte, le vostre idee.
L'augurio che formuliamo per tutti è che il 2016 possa essere l'anno del cambiamento o almeno il suo punto di partenza.