14 mila lavoratori in meno

I dati diffusi lunedì mattina dalle organizzazioni sindacali veronesi fanno accapponare la pelle. Le ipotesi per il futuro sono ancora, se possibile, peggiori.

Ai 14 mila posti di lavoro persi negli ultimi anni (cifra in difetto) potrebbero aggiungersene altre migliaia nei prossimi mesi. Basti pensare al settore termo meccanico (Ferroli, Riello e Sime) oppure alla situazione in cui si trovano i lavoratori di Cardi, OFV e Over Meccanica. Sono solo alcuni esempi, sicuramente i più eclatanti ed emblematici della realtà veronese dove amministrazioni locali e le varie associazioni imprenditoriali non fanno certamente una bella figura. Anzi.

Buona parte degli imprenditori pensa solo ad utilizzare la situazione per regolare rapporti di forza con lavoratori e sindacato; altri si muovono nel segno del disimpegno dal lavoro, a favore dei giochini finanziari. I politici, sindaco Tosi ed amministrazione comunale in testa distribuiscono grandi pacche sulle spalle e promesse. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: zero assoluto.

Su questo zero assoluto, nei prossimi mesi ci sarà ancora meno disponibilità visto che il sindaco ed il suo entourage saranno coinvolti nella partita delle elezioni regionali.
Cgil, Cisl e Uil chiedono a Confindustria  un tavolo di confronto grazie al quale trovare soluzioni concrete ai problemi del lavoro e dei lavoratori.

La sfida è lanciata, i sindacati affermano che la loro è una “sfida delle idee”, staremo a vedere se imprenditori e politici accetteranno la sfida oppure continueranno a voltarsi dall’altra parte.
Di certo c’è solo una cosa: i tempi per i giochini sono terminati, in ballo ci sono le vite di migliaia di famiglie veronesi.