“Dalla Terra all’Italia”, Maurizio Martina a Verona per presentare il suo libro

Sabato 25 novembre il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina sarà a Verona per presentare il libro “Dalla Terra all’Italia”, edito da Mondadori. L’appuntamento è in programma alle 11 alla Società Letteraria di Verona in piazzetta Scalette Rubiani 1. Alla presentazione prenderanno parte il sindaco Federico Sboarina, la presidente della Società Letteraria, Daniela Brunelli, il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese e il preside Antonio Benetti. Modera l’incontro il giornalista esperto di agricoltura Giorgio Vincenzi.

«Agricoltura e alimentazione saranno sempre più questioni geopolitiche di primaria importanza», afferma il deputato veronese Diego Zardini, promotore dell’incontro. «L’Italia ha una serie di eccellenze che costituiscono de facto un vantaggio competitivo formidabile e una forza attrattiva. Siamo già un player globale nell’agrifood, ma i margini di miglioramento sono altissimi. Basti pensare che una regione come il Veneto o una provincia come Verona hanno varietà di prodotti sia nelle materie prime – dal vino alla frutta – sia nella trasformazione inimmaginabili per molti altri Paesi».

Il libro di Martina, è in questo senso uno stimolo a investire nella sostenibilità dello sviluppo e della democrazia del cibo in quanto “chiavi fondamentali per interpretare il domani. Attorno al lavoro della terra e del cibo capiremo le nuove traiettorie del mondo”.

Nella stesura, Martina si è concentrato sulle scelte. “Sono innanzitutto le scelte dei giovani”, scrive il ministro nella prefazione. Ragazzi “che hanno deciso di scommettere su progetti innovativi, recuperando sementi antiche o trasformando processi produttivi in imprese moderne; testimoni globali che realizzano nuovi modi di fare agricoltura. Faticano, studiano, progettano, rischiano. Cambiano l’Italia a partire dalla terra. Ma sono anche le scelte di chi investe portando il Paese nel mondo, grazie alla nostra grandiosa cultura enogastronomica. Sono le scelte di chi prova a resistere nonostante la fatica di tenere in equilibrio costi e ricavi di fronte alla volatilità dei prezzi e alle troppe distorsioni del mercato. Sono le scelte di chi ha fatto della lotta allo spreco alimentare una formidabile esperienza di cittadinanza. Quelle di quanti migrano, in particolare dai Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo, per arrivare da noi a reinventare legami di comunità e di lavoro”.