“…non c’è più morale, Contessa…”

Non ci interessano le supposizioni, non ci interessano le ipotesi, non ci interessa quello che possono aver pensato gli uomini e le donne delle forze di polizia in servizio a Roma. L’unica cosa che ci interessa è che i lavoratori e le lavoratrici dell’acciaieria di Terni sono stati pestati come solo la polizia di Tambroni, negli anni sessanta, riusciva a fare.
Per noi, quello che è accaduto ieri a Roma è intollerabile.

I lavoratori, gli operai e le operaie di Terni sono stati trattati peggio degli hooligans, peggio dei peggiori tifosi delle squadre di calcio. Noi vediamo in questi fatti di Roma la traduzione esatta delle parole di Matteo Renzi  “noi non contrattiamo con i sindacati”. Quello che è accaduto ieri a Roma non può essere vissuto e visto come un normale scontro tra opposte tifoserie.

Il Governo ha alzato il livello di scontro a livelli inaccettabili. Qui non centrano i gettoni telefonici o le altre stupidaggini immaginifiche proposte dal Capo del Governo, qui sono in ballo il rispetto e la dignità di chi lotta e si batte per il proprio posto di lavoro  e per il futuro delle proprie famiglie.

Se Matteo Renzi proseguirà nel tentativo di mettere all’angolo lavoratori e sindacato noi pensiamo che davanti a noi si prospettino tempi molto foschi in cui i soliti loschi figuri, cresciuti alla scuola della “strategia della tensione”, troveranno terreno fertile per derive difficilmente controllabili.

Se non si vuole che ciò accada occorre aprire il dialogo ed il confronto con chi da sempre e responsabilmente ha rappresentato e rappresenta milioni di lavoratrici e lavoratori. Non dovesse accadere, il Governo dovrà assumersi la responsabilità di tutto quanto potrebbe accadere.

La sensazione è che in giro ci sia una gran voglia di regolare i conti, di rimettere in riga, se non distruggere i sindacati, e di riportare il paese al tempo dei padroni delle ferriere. Sta a Matteo Renzi, al suo Governo, decidere cosa fare e da quale parte stare. Noi, per quello che ci riguarda, non abbiamo nessun dubbio.