È nata la Fondazione Fevoss Santa Toscana

Si è concluso il lungo iter che ha portato alla nascita della Fondazione Fevoss Santa Toscana.
A Veronetta, nella sede centrale della Fevoss – Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario, sabato 11 febbraio è stata ufficializzata un'ulteriore tappa di crescita dell’associazione fondata nel 1987 dal cuore popolare veronese in contrasto all’emarginazione e in risposta alle necessità delle persone bisognose per quanto riguarda l’assistenza sanitaria e socio sanitaria, compreso il trasporto verso i luoghi di cura e studio di giovani e anziani non autosufficienti.
Ad apporre le firme sui documenti, alla presenza del notaio Ruggero Piatelli, sono stati il fondatore e presidente emerito della Fevoss Cav. Alfredo Dal Corso e il consigliere più anziano di servizio dell'attuale consiglio direttivo Renzo Zanoni, delegato dal presidente della Fevoss Alberto Borghetti. A presenziare da testimoni alla cerimonia erano presenti inoltre Francesco Larocca, docente dell’Ateneo scaligero, e Michele Romano, già alla guida dell’Azienda ospedaliera. La parola passa ora alla Regione. Atto costitutivo e statuto saranno presentati a Venezia: passaggio necessario perché la neonata Fondazione possa ottenere il riconoscimento della personalità giuridica.
«La Fondazione, il cui nome richiama quello della Santa patrona della Fevoss e il cui agire si ispira alla concezione evangelica delle Opere di misericordia – ha spiegato Dal Corso –, è lo strumento giuridico scelto a garanzia della continuità delle azioni svolte dai volontari: permette di salvaguardare il patrimonio ideale costruito in trent’anni di attività per tramandarlo alle generazioni future e offrire qualificati servizi sostenuti da professionisti».
Si tratta di un’evoluzione, ha sottolineato Romano, che «in un momento cruciale di trasformazione del terzo settore, assicurerà il futuro della Fevoss e la continuità dei suoi servizi. Verona è una città straordinaria per quanto riguarda l'assistenza sanitaria: è caratterizzata da un grande fervore del volontariato e dall’attenzione alle persone che hanno bisogno». Tra i principi che costituiscono il dna della Fondazione, ha aggiunto Larocca, «vi è l'economia del dono, possibile solo se ad accompagnare i volontari è un’adeguata formazione. Quest’ultima, da sola, non basta: occorre approfondirne le radici che portano ad alzare gli occhi e a renderci conto che c'è qualcosa di imponderabile che spinge ad assistere l’altro».
La nascita della Fondazione segna un rinnovamento nel solco della continuità: segue la fase che ha visto la onlus riorganizzare le proprie forze, trasformandosi in associazione di secondo livello intesa come Federazione che collega e coordina le attività dell'opera svolta dalle sei associazioni federate: Fevoss Verona con il Centro di Santa Toscana, Fevoss La Luce di Belfiore, Fevoss Bure, Fevoss Castel d'Azzano Solidale, Fevoss San Giovanni Paolo II di Buttapietra-Marchesino, Fevoss San Adriano di Zimella-Veronella.
Per la rete solidale della Fevoss in tutte le sue articolazioni, ha concluso Dal Corso, «il motivo di gioire è comprensibile: tale importante traguardo getta le basi per un nuovo inizio nel panorama del welfare comunitario. Il momento è importante: coincide con la Giornata mondiale del malato, a sottolineare l’attenzione nei confronti del prossimo che accompagna e guida i volontari della Fevoss e i benefattori che li sostengono».