«È il fallimento dello stato italiano»

«È il fallimento dello stato italiano» con queste parole si è espressa Ilaria Cucchi, ieri sera durante la trasmissione Che Tempo Che Fa, riferendosi alla sentenza della corte d’Appello di Roma che ha assolto tutti gli imputati accusati dell'omicidio del fratello Stefano Cucchi.
Cucchi arrestato il 15 ottobre 2009 per la detenzione di 29 grammi hashish moriva una settimana dopo nell’ospedale Sandro Pertini.

Nessuno ha violato i suoi diritti, o meglio lo stato non è in grado di stabilire chi lo ha picchiato, chi non lo ha curato, chi non lo ha nutrito. I giudici sono arrivati alla sentenza ricorrendo al secondo comma dell’articolo 530 “ovvero quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile”. 

È recente, ma oggi sembra così lontana, la condanna all'Italia da parte della Corte euro­pea dei diritti dell’uomo per vio­la­zione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che proi­bi­sce la tor­tura e ogni forma di trat­ta­mento inu­mano e degra­dante, riguardante il caso di Dimitri Alberti. L'Alberti, nel 2010 fu arrestato dai carabinieri in pro­vin­cia di Verona e quando arrivò in car­cere aveva tre costole frat­tu­rate e lesioni ai testicoli. La Corte Europea ha riconosciuto a Dimitri Alberti non solo la ragione della sua denuncia, ma anche un risarcimento per danni morali: risarcimento che Alberti probabilmente non riceverà mai e del quale sicuramente non ha avuto notizia.

Dimitri Alberti, oggi 43 anni, si trova infatti ricoverato in stato neurovegetativo dall' agosto 2012 al Centro Riabilitativo Veronese di Marzana, dopo un'ischemia giunta in seguito ad un attacco epilettico che lo ha colto mentre era detenuto al carcere di Vicenza.  A quanto sembra  dalla testimonianza di un detenuto che era con l'Alberti nel carcere di Vicenza, la notte prima all'attacco epilettico Dimitri Alberti avrebbe subito un pestaggio da parte della Polizia Penitenziaria.

Il caso Cucchi, come il caso Alberti  mostrano lo spaccato di uno stato che tortura, sevizia, malmena coloro i quali vengono affidati alla sua "custodia". È questa la dimensione dello stato di diritto in Italia?

P.S.: non si tratta di un refuso la "esse" è volutamente minuscola.